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omoritmia

Si definisce omoritmìa lo stile polifonico in cui le parti musicali (voci o strumenti), pur eseguendo melodie diverse, procedono contemporaneamente le une alle altre, con note di durata uguale; in tal caso di solito emerge come principale la voce più acuta (canto), mentre le altre voci fungono da sostegno armonico.

Il procedere omoritmico si dice anche accordale (per accordi), o metaforicamente verticale (nel senso che le note delle varie voci vengono scritte una sopra l’altra e percepite in contemporanea piuttosto che in successione).

Talora viene usato impropriamente il termine omofonìa, che in realtà è una forma particolare di omoritmia, in cui le varie voci o strumenti eseguono le stesse note all’unisono o in ottava.

 

 Esempi

• Adriano BANCHIERI, “Siamo cinque pastorelle”, dallo Zabaione musicale n. 5 (1603)


 

• Johann Sebastian BACH, tre corali liturgici (Kirchenlieder) BWV 250, 251, 252 (armonizzati a 4 voci, con raddoppi dell'orchestra)