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Carmina Burana, “In taberna”

Non curamus quid sit humus

Litanie per beoni

 

“In taberna quando sumus”, dai Carmina Burana, 196

1. In tabema quando sumus,
non curamus quid sit humus,
sed ad ludum properamus,
cui semper insudamus.
Quid agatur in taberna,
ubi nummus est pincerna,
hoc est opus ut queratur,
sed quid loquar audiatur.

Quando siamo all’osteria
non ci frega la terra cosa sia,
ma ci affrettiamo al gioco d’azzardo,
nel quale sempre ci diamo da fare.
Che cosa si fa all’osteria,
dove il denaro è il mescitore,
questo è d’uopo chiedersi,
ma si ascolti cosa dirò. 
2. Quidam ludunt, quidam bibunt,           
quidam indiscrete vivunt.
Sed in ludo qui morantur,
ex his quidam denudantur;
quidam ibi vestiuntur,
quidam saccis induuntur.
Ibi nullus timet mortem,
sed pro Baccho mittunt sortem.

Certi giocano d’azzardo, certi bevono,
certi passano il tempo senza discrezione.
Ma quelli che si accaniscono nel gioco,
di loro certi vengono spogliati,
certi (invece) là si rivestono,
certi indossano sacchi.
Là nessuno teme la morte,
ma per Bacco gettano la sorte.
3. Primo pro nummata vini:
ex hac bibunt libertini.
Semel bibunt pro captivis,
post hec bibunt ter pro vivis,
quater pro Christianis cunctis,
quinquies pro fidelibus defunctis,
sexies pro sororibus vanis.
septies pro militibus silvanis.

Prima di tutto per una moneta di vino:
per questo brindano i libertini.
Una volta brindano per i prigionieri,
dopo di che, il terzo brindisi p per i vivi,
il quarto per tutti quanti i cristiani,
il quinto per i fedeli defunti,
il sesto per le suore ballerine,
il settimo per i soldati dei boschi.
4. Octies pro fratribus perversis,      
novies pro monachis dispersis,
decies pro navigantibus,
undecies pro discordantibus,
duodecies pro penitentibus,
tredecies pro iter agentibus.
Tam pro papa quam pro rege
bibunt omnes sine lege.

L’ottavo per i frati perversi,
il nono per i monaci dispersi,
il decimo per i naviganti,
l’undicesimo per i discordanti,
il dodicesimo per i penitenti,
il tredicesimo per chi fa un viaggio.
Tanto per il papa quanto per il re
bevon tutti senza legge.
5. Bibit hera, bibit herus,
bibit miles, bibit clerus,
bibit ille, bibit illa,
bibit servus cum ancilla,
bibit velox, bibit piger,
bibit albus, bibit niger,
bibit constans, bibit vagus,
bibit rudis, bibit magus.

Beve la signora, beve il signore,
beve il soldato, beve il clero,
beve quello, beve quella,
beve il servo con l’ancella,
beve il veloce, beve il pigro,
beve il bianco, beve il nero,
beve il coerente, beve l’incostante,
beve il rozzo, beve il mago.
6. Bibit pauper et egrotus,
bibit exul et ignotus,
bibit puer, bibit canus,
bibit presul et decanus,
bibit soror, bibit frater,
bibit anus, bibit mater,
bibit ista, bibit ille,
bibunt centum, bibunt mille.

Beve il povero e il malato,
beve l’esule e l’ignoto,
beve il bambino, beve il vecchio,
beve il presule e il decano,
beve la suora, beve il frate,
beve la vecchia, beve la madre,
beve questa, beve quello,
bevono cento, bevono mille.
7. Parum durant sex nummate,
ubi ipsi immoderate
bibunt omnes sine meta,
quamvis bibant mente leta.
Sic nos rodunt omnes gentes,
et sic erimus egentes.
Qui nos rodunt, confundantur
et cum iustis non scribantur.
Duran poco sei monete
quando smodatamente
bevono tutti senza meta,
benché bevano allegramente.
Così ci rompon tutti quanti,
e così saremo bisognosi.
Quelli che ci rompono, sian dannati
e fra i giusti non sian scritti.