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titoli

Le tipologie consuete di titoli sono tre:

semplice (denotativo, esplicativo-referenziale): va sempre bene, purché sia significativo e coerente col contenuto del testo (non ingannevole);

doppio (titolo connotativo, evocativo-poetico + sottotitolo denotativo, esplicativo-referenziale): ideale perché coglie sia la dimensione emotiva che quella razionale;

triplo (occhiello denotativo + titolo connotativo + catenaccio o sommario referenziale): è tipico dell’articolo di cronaca o di costume (di solito il lettore si accontenta di scorrere i titoli, senza essere costretto a leggere l’articolo), ma è sovrabbondante nei saggi brevi (non si usa nei fondi o nelle recensioni).

Non dimenticare:

• poni sempre un titolo a qualunque tipo di scritto: ciò aiuta a introdurre il lettore nel testo, e nessuno te lo può contestare (ciò che non è proibito, è consentito);

• in qualche caso, soprattutto nei saggi un po’ lunghi, è bene premettere dei titoli anche alle singole articolazioni del testo (capitoli, paragrafi), ma senza esagerare;

• alcuni docenti (ahimè) richiedono che nel saggio breve si indichi la destinazione (es.: “prima pagina del Corriere della sera”; “sezione Approfondimenti del giornalino scolastico”): è certo un’indicazione falsa (io la disapprovo), ma, se richiesta, deve comunque apparire credibile e coerente col testo.