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Traduzioni letterale e libera

In attesa che vi riconsegni le ultime versioni corrette, vi ho messo nel sito il testo con la traduzione letterale e una traduzione un po’ più libera:
» www.webalice.it/quomodo/2011/3A-latino/3A%20lat-vers_10m.pdf

Suggerimento di lavoro (specie per quelli che hanno bisogno di esercitarsi nelle traduzioni, ma anche per gli altri che desiderano diventare sempre più bravi a tradurre):
• rifare la versione a casa
• controllarla (dopo aver finito di tradurla, non certo mentre la si traduce!) con la mia traduzione letterale
• identificare le differenze e valutare se sono errori, gravi o non gravi, o varianti accettabili
• confrontarla con la traduzione più libera, cercando di capire i meccanismi di scelta dei vocaboli e di strutturazione delle frasi (quando i vocaboli o le frasi sono molto diversi dal testo originale).

Questi sono esercizi che servono a tutti:
- il confronto con la traduzione letterale, per acquisire la capacità di identificare i propri errori e auto-correggersi;
- il confronto con quella più libera, per affinare la sensibilità grammaticale e linguistica, che è un presupposto non solo per fare buone traduzioni, ma anche per imparare a scrivere bene in italiano.

Vi sarete accorti, per es., che
• la tecnica principale per realizzare la ‘brutta’ è quella di lasciare il più possibile in italiano le stesse parole del latino, anche a costo di usare vocaboli strani, sbagliati in italiano, o perfino inventati: ciò serve essenzialmente per evitare il più possibile l’uso del vocabolario nella prima fase, quando non si sa ancora di cosa parla il testo da tradurre.
• in effetti il vocabolario va usato soltanto quando hai già un po’ individuato di che cosa parla il testo, perché scegliere i significati dei vocaboli senza comprendere il senso complessivo delle frasi, significa scegliere assolutamente a caso, e quindi prestarsi a molti errori e fraintendimenti.
• solo dopo aver individuato il senso generale delle frasi (anche utilizzando parole sbagliate o inventate), potrai aprire il vocabolario per scegliere le espressioni migliori da impiegare nella traduzione definitiva, a quel punto con la giusta cognizione di causa.
• nel caso della ‘bella ’ la tecnica migliore è quella opposta alla ‘brutta’, ossia di non usare mai le stesse identiche parole del latino (tranne ovviamente nei casi in cui non è possibile o consigliabile usare sinonimi o perifrasi).
• occore avere comunque l’accortezza di usare, se possibile, la stessa parola italiana per tradurre la stessa parola latina, o parole diverse in italiano per tradurre parole che sono diverse in latino.