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“Ave maris stella” (inno)

Hymnus “Ave maris stella” (t. 1)
Commune Festorum Beatae Mariæ Virginis, ad vesperas

 

Questo inno mariano assai diffuso è di origine incerta: l’attribuzione a Venanzio Fortunato (fine sec. VI), o a Paolo Diacono (fine sec. VIII), non hanno molti appigli filologici. Di certo si trova attestata in un codice di San Gallo del sec. IX. Nell’ufficio delle ore del breviario romano è assegnato ai vespri del comune della Beata Vergine Maria. Il titolo di “stella del mare”, ossia stella polare, guida dei naviganti, nell’ordine della tradizionale allegoria della vita come viaggio in un oceano tempestoso, risale alle attestazioni patristiche della tarda antichità e del primo medioevo (Girolamo, Isidoro di Siviglia, Alcuino, Rabano Mauro).

Nota metrica: sette quartine di versi composti da tre trochei (tripodia trocaica): un metro abbastanza insolito, anche se coerente con la costante dei ritmi giambici o trocaici negli inni ecclesiastici. Le finali dei versi presentano omoteleuti poco significativi; più interessanti, forse, le assonanze a versi alterni nella 2a strofa.

 

1.  Ave maris stella,
Dei Mater alma,
atque semper Virgo,
felix caeli porta.

Ave, stella del mare,
Madre gloriosa di Dio,

Vergine sempre, Maria

porta felice del cielo.

2.  Sumens illud Ave
Gabrielis ore,
funda nos in pace,
mutans Hevae nomen.

L’Ave del messo celeste
reca l’annunzio di Dio,
muta la sorte di Eva,

dona al mondo la pace.

3.  Solve vincula reis,
profer lumen caecis
mala nostra pelle,
bona cuncta posce.

Mostrati Madre per tutti,
offri la nostra preghiera,
Cristo l’accolga benigno,
lui che si è fatto tuo figlio.

4.  Monstra te esse matrem:
sumat per te preces,
qui pro nobis natus,
tulit esse tuus.

Mostrati Madre per tutti,
offri la nostra preghiera,
Cristo l’accolga benigno,
lui che si è fatto tuo figlio.

5.  Virgo singularis,
inter omnes mitis,
nos culpis solutos,
mites fac et castos.

Vergine Santa fra tutte,
dolce regina del cielo,
rendi innocenti i tuoi figli,
umili e puri di cuore.

6.  Vitam praesta puram,
iter para tutum:
ut videntes Iesum
semper collaetemur.

Donaci giorni di pace,
veglia sul nostro cammino,
fa’ che vediamo il tuo figlio,
pieni di gioia nel cielo.

7.  Sit laus Deo Patri,
summo Christo decus,
Spiritui Sancto,
tribus honor unus. Amen.

Lode all’Altissimo Padre,
gloria al Cristo Signore,
salga allo Spirito Santo,
l’inno di fede e di amore. Amen.

 


Guida all’ascolto

 

[LU 1722-3]