Top menu

2012_campo-papaveri_w.jpg2011_settembre_w.jpg2009_sottobosco_w.jpg2008_oltreorizzonte_w.jpg2011_schiumadonda_w.jpg2009_toscanasera_w.jpg2010_steppa_w.jpg2011_cespuglio_w.jpg2009_mantovainrosso_w.jpg2009_incendio_w.jpg2008_controlucemn_w.jpg2012_nebbia-su-mantova_w.jpg2009_stagno_w.jpg2012_tre-alberi_w.jpg2011_marina_w.jpg2012_squarcio-di-luce_w.jpg2011_forza-del-vento_w.jpg2011_paes-invernale-1_w.jpg2008_acquitrino_w.jpg2009_tramonto2_w.jpg2011_paes-invernale-2_w.jpg2009_sorgere_w.jpg2009_tramonto_w.jpg2010_temporale_w.jpg2007_grandepino_w.jpg

proposizioni relative

Le proposizioni relative sono proposizioni dipendenti introdotte da un pronome o avverbio relativo; sono dette anche aggettive (o attributive) perché dipendono da un termine della proposizione reggente (referente), col quale, mediante il pronome relativo, concordano in genere e numero (mai in caso, appartenendo comunque a proposizioni differenti, anche quando avessero la medesima funzione): in questo senso le relative sono l’unico caso di dipendenza di un verbo da un nome, ossia di funzione attributiva del verbo.

Mentre in italiano l’uso generalizzato del relativo che (senza individuazione di genere numero e caso) ha reso obbligatoria la posizione del referente antecedente (ossia il referente che precede immediatamente il relativo), in latino la presenza costante di genere numero e caso rendono ininfluente la posizione rispettiva dei due termini, per cui si hanno quattro possibili posizioni:

1.

rosae, quas vidi, rubrae sunt

(antecedente immediato)

2.

rosae rubrae sunt, quas vidi

(antecedente non immediato)

3.

quas vidi, rosae rubrae sunt

(prolessi con referente esterno alla relativa)

4.

quas rosas vidi, (eae) rubrae sunt

(prolessi con referente interno alla relativa)

• in 1 e 2 il referente precede la proposizione relativa
• in 3 e 4 il pronome relativo precede il suo referente: in questi casi si parla di prolessi del relativo
• in particolare, in 4 il referente e il relativo sono entrambi appartenenti alla proposizione relativa, e quindi concordano tra loro anche in caso (mentre il referente può trovarsi ripreso nella reggente da un pronome, detto epanalettico, nel caso opportuno)
• nella traduzione italiana si avrà l’avvertenza di spostare sempre il referente immediatamente davanti al relativo

 

Referente sottinteso (se pronome)

Il referente di un pronome relativo di norma in latino è sottinteso quando è un pronome (specie se si trova nello stesso caso del relativo)

- in questa eventualità, essendo in italiano obbligatorio l’antecedente, occorre renderlo esplicito (colui, colei, coloro, ciò, le cose... che)
   es.:  (id) quod scripsi scripsi

 

Nesso relativo

Si definisce nesso (del) relativo un pronome relativo che si trova in una proposizione principale (o in una dipendente introdotta da altro elemento subordinativo: ut, cum, si, ...), non avendo valore di subordinazione, equivale a un pronome anaforico semplice

- in questo caso andrà tradotto come se si trattasse di un qualsiasi altro pronome anaforico (is, ille, hic, ...), nello stesso genere numero e caso

 

Relative circostanziali

Una proposizione relativa di norma ha il verbo al modo indicativo.

Può presentare il verbo al modo congiuntivo sostanzialmente per le seguenti ragioni:

a) attrazione modale: quando la relativa dipende da una proposizione al modo congiuntivo o infinito (concetto discutibile)

b) relativa circostanziale: quando la proposizione dipendente ha la forma di relativa ma il significato di una porposizione circostanziale (di solito finale, raramente consecutiva)
   es.:  misit legatos qui dicebant... / qui dicerent... = ha mandato delegati che dicevano... / che dicessero...

c) congiuntivo soggettivo (valore eventuale).