Top menu

2011_forza-del-vento_w.jpg2011_paes-invernale-1_w.jpg2009_mantovainrosso_w.jpg2012_tre-alberi_w.jpg2012_nebbia-su-mantova_w.jpg2010_steppa_w.jpg2010_temporale_w.jpg2012_squarcio-di-luce_w.jpg2008_oltreorizzonte_w.jpg2009_incendio_w.jpg2009_stagno_w.jpg2008_controlucemn_w.jpg2011_paes-invernale-2_w.jpg2011_schiumadonda_w.jpg2012_campo-papaveri_w.jpg2009_toscanasera_w.jpg2011_marina_w.jpg2011_settembre_w.jpg2011_cespuglio_w.jpg2009_tramonto2_w.jpg2009_tramonto_w.jpg2009_sorgere_w.jpg2009_sottobosco_w.jpg2007_grandepino_w.jpg2008_acquitrino_w.jpg

apofonia

• l’apofonia (o alternanza vocalica) è il fenomeno fonetico per cui una vocale, appartenente a una radice, un suffisso o una desinenza, cambia la sua quantità (apofonia quantitativa), o il suo timbro (apofonia qualitativa), o entrambi.

 

Apofonia indoeuropea

• l’apofonia indoeuropea consiste di una complessa serie di variazioni quantitative e qualitative, riconducibili per semplicità a 3 gradi: grado medio (ĕ/ē); grado forte (ŏ/ō); grado zero (vocale assente o timbro indistinto):

* (i.e.) grado medio: -e-  
grado forte: -o- grado zero: --
* men / mon / mn   mĕn-s mŏn-eo [a-mn-esia]
* gen / gon / gn gĕn-ui / gĕn-s [gon-adi] gi-gn-o
* feid / foid / fid fĕid-o (> fīdo) fŏid-os (> foedus)   fĭd-es
* sed / sod / sd sĕd-eo sŏd-ium (>solium) si-sd-o (>sido)
* es / os / s ĕs-t / ĕ-ntem [o-ntologia] s-unt
* pend / pond pĕnd-o pŏnd-us -
* teg / tog tĕg-o / tēg-ula tŏg-a -

 

Apofonia latina

• un fenomeno di apofonia, non presente nell’indoeuropeo, ma tipico del latino (e molto utile per riconoscere le originarie vocali radicali, soprattutto nelle forme composte con un prefisso) è il seguente:

• una sillaba breve in posizione iniziale (o finale) di parola, qualunque sia la vocale originaria, tende a mutarla in -ĭ-/-ŭ- (se la sillaba è aperta) o in -ĕ- (se la sillaba è chiusa), quando viene a trovarsi in posizione intermedia:

iniziale finale
făcio → con-fĭ-cio equĕs → equĭ-tis
mĕdius → di-mĭ-dius capŭt → capĭ-tis
dŏlus → se-dŭ-lus legĕ → legĭ-te
tăberna → con-tŭ-bernalis manŭs → manĭ-ca
făctus → per-fĕc-tus  

• semplificando: nelle forme verbali si può dire che tendenzialmente una -ă- in prima sillaba diventa -ĭ- (-ĕ- in sillaba chiusa) quando per composizione la prima sillaba diventa seconda.

căpio → ac-cIpio → ac-cĕptus
căno → con-cĭno → con-cĕntus
iăcio → in-ĭcio → in-iĕctus

• si osservino

cădo → ce-cĭdi, in-ciĭo (=cadere)
caedo → ce-cīdi, in-cīdo (=tagliare)

- nel secondo le vocali a subire apofonia latina sono due, per cui ne risulta una -ī-

• il fenomeno dell’apofonia latina consente, se applicato all’inverso, di riconoscere nelle -ĭ- (o -ĕ-) delle forme verbali composte, delle originarie -ă-: il che può essere molto utile per il riconoscimento dei verbi semplici da cui quelli composti derivano (come dire: una -ĭ- o -ĕ- in seconda sillaba, probabilmente deriva da una -ă- in prima sillaba).

• un caso tipico di interferenza tra apofonia indoeuropea e apofonia latina si verifica nella vocale tematica apofonica breve del presente indicativo di 3ª coniugazione (lo stesso nel suffisso del futuro di 1ª e 2ª), in cui l’alternanza vocalica è tra -e-/-i- (grado normale) per le persone intermedie, e -o-/-u- (grado forte) per le persone estreme:

attivo   = -o , -i-,  -i-, ..., -u-
passivo = -o-, -e-, -i-, ..., -u-