Carmina Burana, “O Fortuna”

Categoria: Latino
Ultima modifica il Lunedì, 27 Maggio 2013 10:20
Pubblicato Sabato, 23 Febbraio 2013 15:43
Scritto da quomodo
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Carmina burana: mecum omnes plangite

Una idea della ‘Fortuna’

 

“O Fortuna”,
dai Carmina Burana, 17

 

Nota metrica: tetrametri trocaici catalettici, spezzati in incisi regolari, costituiti da due quaternari piani rimati fra loro (rima interna) e un senario sdrucciolo rimato con quello del verso seguente, secondo lo schema: (a)-(a)-b / (c)-(c)-b (rima imperfetta niteris/sceleris).

 

1. O Fortuna, - velut Luna
    statu variabilis,
semper crescis - aut decrescis;
    vita detestabilis
nunc obdurat - et tunc curat
    ludo mentis aciem,
egestatem - potestatem
    dissolvit ut glaciem.
1. O Fortuna, come luna
   di forma instabile,
sempre cresci o decresi;
    la vita detestabile
ora aggredisce, poi accudisce
   nel gioco l'acume del cuore,
miseria e potenza
   dissolve come ghiaccio.
2. Sors immanis - et inanis,
    rota tu volubilis,
status malus, - vana salus
    semper dissolubilis,
obumbrata - et velata
    michi quoque niteris;
nunc per ludum - dorsum nudum
    fero tui sceleris.

2. Sorte immane e inane,
   tu ruota volubile,
condizione mala, salvezza vana
   sempre dissolubile,
adombrata e velata
   anche a me fai violenza;
ora per il gioco del tuo crimine
   porto il dorso nudo.

3. Sors salutis - et virtutis
    michi nunc contraria;
est affectus - et defectus
    semper in angaria.
Hac in hora - sine mora
    cordum pulsum tangite;
quod per sortem - sternit fortem,
    mecum omnes plangite!

3. La sorte di salvezza e di valore
   ora a me (è) contraria,
è affetto e difetto
   sempre in angoscia.
In quest'ora senza posa
   suonate il tocco delle corde;
ché per sorte prostra il forte,
   con me tutti piangete!