bibliografia

Categoria: Temi, tesine & blog
Ultima modifica il Martedì, 12 Febbraio 2013 09:42
Pubblicato Domenica, 03 Febbraio 2013 10:06
Scritto da quomodo
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La bibliografia in un saggio su un argomento di qualunque genere è l’insieme dei materiali testuali (libri, articoli, siti internet) e documentari che sono stati reperiti, consultati e utilizzati per realizzare il saggio stesso, e che sono elencati in ordine (di solito alfabetico e/o cronologico) alla fine del testo.

Con lo stesso termine bibliografia talora si intende impropriamente anche l’indicazione mediante la quale all’interno del saggio si rinvia di volta in volta alla fonte di riferimento: ma in questo caso per maggior chiarezza è preferibile parlare di rimando bibliografico.

Se si tratta di un elenco di soli siti internet, si parla di sitografia.

A cosa serve la bibliografia

Siccome nessuno ha la scienza infusa, ogni informazione che hai deve provenire da una fonte: è appunto la rapida reperibilità della tua fonte che garantisce al lettore l’attendibilità e verificabilità del tuo testo.

Insomma, è una questione di deontologia della ricerca (dovere etico del ricercatore e garanzia del lettore) segnalare al destinatario che hai usato fonti attendibili e verificabili, e che lui stesso può controllare le informazioni usate da te, in qualsiasi punto della tua ricerca: per questo non basta elencare alla fine del lavoro i testi che hai consultato, ma occorre in ogni punto del saggio segnalare da dove hai tratto le informazioni per redigere quel punto del testo.

Se fornisci i rimandi solo alla fine, il lettore sarà costretto a sua volta a fare un lungo lavoro di rilettura per identificare in quale dei testi che hai usato e in quale pagina si trovano le informazioni che gli interessano: e ogni volta che fai tribolare il lettore, non offri una immagine positiva del tuo lavoro.

Del resto, per te è molto facile e ti costa pochissima fatica indicare il testo e la pagina delle informazioni che stai usando nel momento stesso in cui le stai usando (a meno che tu non stia facendo solo finta di usarle...).

Come si fa una scheda bibliografica

La bibliografia di solito compare alla fine della ricerca, e riporta tutti e soli i testi utilizzati per realizzarla, in modo da dare al lettore interessato la possibilità di leggere le stesse fonti e ripercorrere la stessa strada, arrivando eventualmente alle stesse conclusioni, o anche ad altre, in base alla sua competenza.

Una corretta indicazione bibliografica deve riportare i dati essenziali della pubblicazione, possibilmente in quest’ordine (separando ogni elemento dal seguente mediante una virgola):

COGNOME, Nome, anno, “Titolo dell’articolo”, in Titolo del libro, Città, Editore, pagine

Esempi:

FERRONI, Giulio, 1992, “Letteratura e politica nel Risorgimento”, in Profilo storico della letteratura italiana, Milano, Einaudi Scuola, cap. 8.5, pp. 694-707

GIBELLINI, Pietro, 2008, Gabriele D’Annunzio. L’arcangelo senza aureola, Brescia, Editoriale Bresciana, pp. 109

GUGLIELMINO, Salvatore - GROSSER, Hermann, 1994, “Alessandro Manzoni”, in Il sistema letterario. Guida alla storia letteraria e all’analisi testuale, Milano, Principato, vol. 4 Ottocento, cap. 11, pp. 221-237

NIGRO, Salvatore Silvano, (a cura di), 2002, “Nota critico-filologica: i tre romanzi”, in MANZONI, Alessandro, I Promessi Sposi, (‘I Meridiani’), Milano, Mondadori, pp. ix-xviii

Se si vuole, per migliorare la leggibilità, si può far sporgere il cognome, e andare a capo dopo la data:

FERRONI, Giulio, 1992
“Letteratura e politica nel Risorgimento”, in Profilo storico della letteratura italiana, Milano, Einaudi Scuola, vol. II, cap. 8.5, pp. 694-707

GIBELLINI, Pietro, 2008
Gabriele D’Annunzio. L’arcangelo senza aureola, Brescia, Editoriale Bresciana, pp. 109

GUGLIELMINO, Salvatore - GROSSER, Hermann, 1994
“Alessandro Manzoni”, in Il sistema letterario. Guida alla storia letteraria e all’analisi testuale, Milano, Principato, vol. 4  Ottocento, cap. 11, pp. 221-237

NIGRO, Salvatore Silvano, (a cura di), 2002
“Nota critico-filologica: i tre romanzi”, in MANZONI, Alessandro, I Promessi Sposi, (‘I Meridiani’), Milano, Mondadori, pp. ix-xviii

Ovviamente
• il cognome va messo per primo e in MAIUSCOLO per evidenziare l’ordine alfabetico;
• se gli autori sono due, vanno separati con un trattino;
• se più di due, si indica solo il primo, seguito da “et al.” (et alii = e altri);
• se non è autore ma curatore, si aggiunge tra parentesi, tra nome e anno “(a cura di)”.

La data va subito dopo, per poter mettere in ordine cronologico gli eventuali scritti dello stesso autore.

Tra virgolette inglesi (“ ”) o italiche (" ") vanno i titoli dei testi contenuti in un libro o periodico (articoli, capitoli, sezioni), mentre in corsivo va il titolo di un libro intero (naturalmente il titolo dell’articolo o capitolo non va messo, se si utilizza il libro intero).

Di un articolo o capitolo vanno indicate le pagine (pp.) iniziale e finale; di un libro invece si segna il numero complessivo delle pagine (corrispondente all’ultima pagina che riporta la numerazione).

Tutte le informazioni su autore o curatore e titolo si trovano sul frontespizio del libro (non sempre in copertina, per cui è meglio non fidarsi); quelle sulla data di pubblicazione, la città e l’editrice (copyright) di solito sono sul verso del frontespizio.

Come si fa un rimando bibliografico

Ci sono diversi modi di fare un rimando bibliografico (alcuni anche molto diffusi ma inutilmente complicati e tuttavia scarsamente informativi: qui non ve li illustro, per non confondervi le idee)

Il modo più semplice e coerente è quello detto “stile di Harvard”, in cui si indicano “cognome, data, pagina”, per dare sempre subito le informazioni che al lettore importano di più, ossia ‘chi l’ha detto?, quando l’ha detto?, dove l’ha detto?’.

FERRONI, 1992, p. 702
GIBELLINI, 2008, pp. 51-54
GUGLIELMINO-GROSSER, 1994, pp. 223-224

NIGRO, 2002, p. xii

Naturalmente questa modalità necessita che tutti i dati della pubblicazione siano riportati alla fine del testo, nella apposita sezione “Bibliografia”, in ordine alfabetico per autore, ed eventualmente cronologico (vedi sotto).

Come si cita una fonte dal web

Se le informazioni le hai trovate in un sito web, allora i casi sono due:

a) se nel sito hai trovato un testo ripreso da una versione a stampa, allora dovrai riportare i dati della versione cartacea (AUTORE, data, “Titolo dell’articolo”, Titolo del libro, luogo, editrice, pagine), con l’aggiunta dell’indirizzo URL della pagina web in cui lo hai trovato (meglio se segnali anche il nome del sito e il titolo della pagina web);

b) se hai trovato un testo pubblicato solo sul web (o mancano informazioni sull’edizione cartacea), allora dovrai indicare AUTORE, data di pubblicazione nel web, “Titolo del documento”, con il Titolo ufficiale del sito e la persona o istituzione che lo cura, il “Titolo della pagina” contenente le informazioni che hai usato, e l’indirizzo URL di quella pagina.

(vedi anche più in dettaglio la scheda internet)

Come si fa una bibliografia ragionata

Una bibliografia è ragionata quando ogni titolo è corredato di alcune informazioni relative all’uso che se ne è fatto nel saggio:

FERRONI, Giulio, 1992
“Letteratura e politica nel Risorgimento”, in Profilo storico della letteratura italiana, Milano, Einaudi Scuola, vol. II, cap. 8.5, pp. 694-707
• Questo testo, contenuto in una antologia scolastica del quinto anno, presenta informazioni dettagliate sull'ideologia dell'autore XY a confronto con quella dell'Italia del suo tempo.


Per approfondire

Per indicazioni più dettagliate sul significato e sulla redazione di una bibliografia, potete consultare anche i file seguenti:

• Università degli Studi di Bergamo, Facoltà di Economia, Linee guida per la stesura della tesi, (07.03.2007), in particolare il § 6.2., pp. 11-12
Wikipedia: Bibliografia; Cita le fontiCita web

Per controllare i dati della maggior parte dei libri pubblicati:
• OPAC SBN - Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane e per le informazioni Bibliografiche, pag. “Ricerca base