Top menu

2010_temporale_w.jpg2012_nebbia-su-mantova_w.jpg2009_sorgere_w.jpg2009_mantovainrosso_w.jpgquomodo-testata-blog.jpg2012_tre-alberi_w.jpg2007_grandepino_w.jpg2011_paes-invernale-1_w.jpg2011_settembre_w.jpg2011_paes-invernale-2_w.jpg2011_schiumadonda_w.jpg2008_acquitrino_w.jpg2012_campo-papaveri_w.jpg2009_tramonto2_w.jpg2008_oltreorizzonte_w.jpg2010_steppa_w.jpg2012_squarcio-di-luce_w.jpg2009_toscanasera_w.jpg2011_cespuglio_w.jpg2009_tramonto_w.jpg2011_marina_w.jpg2009_stagno_w.jpg2009_incendio_w.jpg2008_controlucemn_w.jpg2009_sottobosco_w.jpg2011_forza-del-vento_w.jpg

dispositio

La dispositio consiste nel progettare la struttura del testo, la sequenza e la correlazione interna degli argomenti (rispetto a inventio ed elocutio, è forse l’attività che si presta di più a mettere in luce l’iniziativa personale e la creatività di chi scrive.

Titolo

• poni sempre un titolo a qualunque tipo di testo: aiuta a introdurre il lettore, e nessuno te lo può contestare (in qualche caso, soprattutto nei saggi un po’ più lunghi, si possono premettere dei titoli anche alle singole articolazioni del testo, ma senza esagerare)

Introduzione

incipit: scegli una (bella) frase preliminare da cui partire
• predisponi gli argomenti (3-4, non di più) su cui intendi riflettere
• magari delinea sinteticamente il percorso che vuoi fare e dove vuoi arrivare
• cita gli autori scelti, ma riformula i concetti con parole tue (riducendo al minimo indispensabile le prime e soprattutto le seconde persone verbali)
• limita all’essenziale anche le citazioni letterali (non più di 3 righe manoscritte)

Corpo dell’argomentazione

• organizza in 3-4 tappe l’analisi e la discussione dei temi posti (i criteri più semplici sono quelli dell’uguale-diverso, o della pars destruens-pars construens)
• introduci ulteriori elementi (pochi) da altri testi (presi fra quelli che conosci, o dalla traccia se è un saggio breve)
• allarga la panoramica con altri testi, anche non appartenenti alla traccia (purché tu li conosca bene), o con pensieri tuoi (questo però non è indispensabile)
• esamina e discuti, se possibile, ciascuno dei punti posti nell’introduzione (anche in un ordine diverso, purché dichiarato e riconoscibile)

Conclusione

• tira le somme, e mostra che le affermazioni cui sei arrivato conseguono logicamente dagli argomenti posti e dalla loro discussione
explicit: scegli una (bella) frase finale che chiuda bene il testo, ma senza forzatura

Da una prima elaborazione per espressioni sintetiche può risultare una specie di scaletta, che ti darà la possibilità di limare la dispositio dell’insieme (spostare, aggiungere, togliere, ..., fino a raggiungere l’equilibrio delle parti) e, una volta completata, potrà costituire la griglia di fondo su cui traccerai il tema (magari semplicemente ampliando in frasi intere gli appunti sintetici).

NB1: Non dimenticare che l’inizio e la fine del testo sono i momenti cruciali, che restano più nella memoria del lettore e condizionano quindi maggiormente il giudizio che egli si fa del tuo scritto.

NB2: Per fare esercizio, puoi anche fermarti alla dispositio, senza per forza arrivare a stendere ogni volta un testo completo: questo procedimento ti darà il tempo e la possibilità di cimentarti con molte più tracce, e ti farà prendere confidenza con il lavoro preliminare, che è almeno tanto importante quanto la stesura vera e propria, e in gran parte ne determina la qualità (puoi cominciare a esercitarti, per esempio, con le tracce delle prime prove di maturità degli anni scorsi, lavorando per tipologie e per ambiti).