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plagio

Per plagio, nell’ambito del diritto d’autore, si intende l’appropriazione disonesta e sleale di un prodotto (o di una sua parte, o elaborazione) dell’ingegno altrui, nel campo della letteratura, dell’arte o della scienza, facendola passare per propria (o lasciando che altri lo credano).

Si tratta di un comportamento scorretto e illegale, benché purtroppo assai diffuso presso molti studenti, che erroneamente pensano di velocizzare così il proprio lavoro intellettuale o magari di farlo apparire migliore.

Per evitare il plagio assolutamente non si deve:
• copiare in tutto o in parte un testo di altri, facendolo passare per proprio o lasciandolo credere al lettore (NB: anche copiare per intero o parzialmente dei testi dal web senza citarne la fonte costituisce precisa azione di plagio);
• parafrasare, riassumere e nemmeno cambiare leggermente il testo di altri autori, senza citarne la fonte;
• tradurre alla lettera articoli o capitoli di libri in altre lingue, senza indicare la fonte.

Quindi una costante e precisa citazione delle fonti ogni volta che le si utilizza nella stesura del proprio testo è il modo migliore per prevenire un’eventuale sospetto di plagio.

Del resto, la qualità scientifica di un lavoro non viene dalla presunta originalità degli argomenti o delle conclusioni, ma soprattutto dalla serietà e dal rigore critico con cui vengono ricercati e impiegati materiali di provenienza certa e di sicura validità informativa: in questo senso si può dire orientativamente che tanto più numerose sono le bibliografie e le citazioni bibliografiche, tanto più credibile è la serietà della ricerca.


Per approfondire

• si veda ad es, il riquadro alle pp. 11-12 delle Linee guida per la stesura della tesi, Università degli Studi di Bergamo, Facoltà di Economia (07.03.2007)