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rasoio di Occam

«Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem»
(le cose esistenti non vanno moltiplicate più del necessario)

Con questa espressione (detta Ockham’s Razor, “rasoio di Occam”) il filosofo francescano inglese del ‘300 Guglielmo di Occam (William of Ockham) formula il semplice principio di metodo e di economia di pensiero per cui non occorre presupporre una pluralità (complessità) se non è strettamente richiesto dall’oggetto considerato, ossia non c’è alcun motivo logico per complicare ciò che è semplice.

Questo principio, che è alla base del pensiero scientifico moderno, ed è spesso usato nell’ambito della ricerca e del cosiddetto problem solving, nella sua forma più semplice suggerisce l’inutilità di formulare più supposizioni di quelle strettamente necessarie per spiegare nel modo più semplice un dato fenomeno: tra le varie spiegazioni possibili di un evento, ragionevolmente quella più semplice ha maggiore probabilità di essere vera.

Sul piano più banale della tecnica di scrittura (e di traduzione dal latino) il principio può valere nel senso che, se si può dire la stessa cosa con più o con meno parole, è meglio dirla con meno parole; se ci sono diverse espressioni per dire la stessa cosa, l’espressione più breve è meglio di quelle più lunghe.

 


Esempi

• In latino, posto che
a
) il futuro anteriore e il perfetto congiuntivo attivi sono morfologicamente identici;
b
) il perfetto congiuntivo assolve anche la funzione di anteriorità rispetto a un futuro;
c
) il futuro è un dato eminentemente soggettivo, e quindi rientra nell’ambito modale più del congiuntivo che dell’indicativo,
di conseguenza non occorre ipotizzare che esistano due tempi differenti, ma è sufficiente porre il solo perfetto congiuntivo.