funzione poetica

Categoria: Linguistica
Ultima modifica il Martedì, 09 Ottobre 2018 19:35
Pubblicato Lunedì, 22 Settembre 2008 13:41
Scritto da quomodo
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La funzione poetica, nella teoria della comunicazione di Roman Jakobson (1963), si ha quando il messaggio è orientato prevalentemente sul messaggio stesso, mettendo in risalto la specificità del segno linguistico rispetto al suo riferimento all’oggetto reale comunicato (come dire: ciò che interessa principalmente comunicare in quel messaggio è la sua forma linguistica, più del suo contenuto informativo, il quale potrebbe tranquillamente essere comunicato anche in altro modo).

Nonostante la denominazione, è bene precisare che la funzione poetica non si esaurisce nella poesia, come pure la poesia non si esaurisce nella funzione poetica; ed è altrettanto importante ricordare che la funzione poetica può coesistere con le altre funzioni, rimanendo prevalente ma non esclusiva nello specifico messaggio. In questo senso, la funzione poetica riguarda tutte le forme di elaborazione semiologica ed estetica degli enunciati (connotazione), come accade, oltre che nella poesia strettamente intesa, anche nelle varie forme della ►retorica.

 

 Per approfondire

Roman JAKOBSON, 1963

“Perché dici sempre Gianna e Margherita, e mai Margherita e Gianna? Preferisci Gianna alla sua sorella gemella?” – “Niente affatto, ma così suona più gradevolmente”. – In una successione di due nomi coordinati, e quando non interferisca un problema di gerarchia, il parlante sente inconsciamente, nella precedenza data al nome più corto, la miglior configurazione possibile del messaggio. Una ragazza parlava sempre dell’“orribile Oreste”. “Perché orribile?” “Perché lo detesto”. “Ma perché non terribile, tremendo, insopportabile, disgustoso?” “Non so perché, ma orribile gli sta meglio”. Senza rendersene conto, essa applicava il procedimento poetico della paronomasia.

Analizziamo brevemente lo slogan politico I like Ike (/ay layk ayk/): nella sua struttura succinta è costituito da tre monosillabi e contiene tre dittonghi /ay/, ciascuno dei quali e seguito simmetricamente da un fonema consonantico, /...l...k...k/. La disposizione delle tre parole presenta una variazione: nessun fonema consonantico nella prima parola, due intorno al dittongo nella seconda, e una consonante finale nella terza. [...] I due cola della forma trisillabica I like / Ike rimano fra loro, e la seconda delle due parole in rima è completamente inclusa nella prima (rima ad eco): /layk/ /ayk/; immagine paronomastica d’un sentimento che inviluppa totalmente il suo oggetto. I due cola formano un’allitterazione, e la prima delle due parole allitteranti è inclusa nel secondo: /ay/ /ayk/, immagine paronomastica del soggetto amante involto nell’oggetto amato. La funzione poetica secondaria di questa formula elettorale rafforza la sua espressività ed efficacia.

 


Funzione poetica nella letteratura

Roman JAKOBSON, da “Linguistica e poetica” (1963)

 


Funzione poetica nelle immagini

- uso degli oggetti rappresentati per formare immagini senza relazione con gli oggetti stessi
- disposizione artistica degli oggetti o focalizzazione su dettagli
- uso del nome o del logo del prodotto in forma grafica accurata
- richiamo di opere note dal riconosciuto valore artistico