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Temi corretti 2

La correzione dei temi continua...

• volete un esempio di anfibologia (= doppio senso, in questo caso nettamente equivoco)? «la guerra non era solo uno scontro di eserciti, ma era anche la forza produttiva degli Stati che era messa a confronto»: capito dove sta l’inghippo? le due frasi hanno soggetti diversi, ma la posposizione del secondo fa credere al lettore che il primo soggetto continui a esserlo anche nella frase dopo, finché non scopre la verità... ma ormai è troppo tardi!

• consiglio caloroso: se non sapete esattamente come si scrive un nome straniero (di persona, di luogo, o di qualunque altro genere), evitate accuratamente di scriverlo, se non è strettamente richiesto, onde evitare di fare gratuite figure barbine.

• ho notato una certa confusione nell’uso della parola “traccia”, quindi facciamo un po’ di chiarezza: nei temi dell’esame, per “traccia” si intende ognuno dei gruppi di testi proposti, ossia la tipologia A, la B1, la B2, la B3, la B4, la C e la D; i testi contenuti nelle tracce B1-B4 si chiamano invece “documenti”, come del resto sta scritto in caratteri belli grandi all’inizio di ogni ambito.
Già che ci sono, ribadisco che le tracce dei saggi brevi, essendo divise in 4 ambiti, è meglio segnalarle all’inizio dello svolgimento anche col numero dell’ambito scelto (ripeto per i soliti distrattini: “B1, B2, B3, B4”); certo è una pessima trovata quella di dimenticarsi (come qualche anima candida regolarmente ha fatto) di indicare quale ambito di saggio breve si è scelto: poi non stupitevi si vi scrivo accanto «e io cosa vinco se indovino?».
Ho anche notato che nessuno si è degnato di dichiarare che ha adottato la forma di svolgimento del “saggio breve”: questa dichiarazione è necessaria, visto che esiste anche l’alternativa possibile di scegliere l’“articolo di giornale”!

• credo di averlo detto ormai fino allo sfinimento, ma c’è sempre qualcuno che ha bisogno di una ripassatina: è inutile citare i documenti delle tracce indicando i dettagli del titolo del libro, o della casa editrice: è ovvio che tu non li sai di tuo, ma che li hai ricopiati dalla traccia; dunque, evita di farlo, e limitati a citare il nome dell’autore, seguito eventualmente dal numero del documento (ovviamente prima il nome, poi il numero, non viceversa, perché tu citi chi ha scritto, poi aiuti il lettore a reperire la tua citazione nella traccia).

• quando cancellate in bella una frase o una parola sbagliata (mi sembra di essere all’asilo!), semplicemente tirate una bella riga orizzontale (non verticale, non inclinata né a ds né a sin, ma una semplice, sola, bella, netta, cartesianamente chiara ed evidente linea orizzontale) sulle parole da cassare, magari aggiungendoci un breve trattino verticale all’inizio e alla fine del tracciato, per rassicurare il lettore su dove comincia e dove finisce la cancellatura.
Ricordare comunque che (per grazia ricevuta) all’esame il bianchetto è proibito.

• volete un bell’esempio di quel che chiamo la logica del “perché non ho il giardino”? (Aldo, Giovanni e Giacomo, da Anplagghed): «in certi casi la pazzia umana ha fatto un uso scorretto della scienza. Quindi il sapere scientifico è fondamentale per l’umanità». Immagino che l’anima candida volesse intendere che l’ultima frase trae le conclusioni di tutto il tema, altrimenti...