Top menu

2008_acquitrino_w.jpg2012_squarcio-di-luce_w.jpg2010_steppa_w.jpg2008_controlucemn_w.jpg2008_oltreorizzonte_w.jpg2009_sottobosco_w.jpg2009_mantovainrosso_w.jpg2011_settembre_w.jpg2009_sorgere_w.jpg2009_incendio_w.jpg2011_marina_w.jpg2012_tre-alberi_w.jpg2009_tramonto2_w.jpg2012_nebbia-su-mantova_w.jpg2011_cespuglio_w.jpg2009_tramonto_w.jpg2009_stagno_w.jpg2011_paes-invernale-2_w.jpg2007_grandepino_w.jpg2011_paes-invernale-1_w.jpg2009_toscanasera_w.jpg2011_schiumadonda_w.jpg2012_campo-papaveri_w.jpgquomodo-testata-blog.jpg2010_temporale_w.jpg2011_forza-del-vento_w.jpg

Polifonia lirica

Fissiamo alcuni concetti fondamentali:

polifonia = canto di più voci che eseguono linee melodiche contemporanee o scaglionate nel tempo, simili o diverse. È tipica del madrigale classico (a 4, 5 o 6 voci).
- si parla di omoritmia (stile omoritmico) quando le voci procedono contemporaneamente con il medesimo ritmo; si dice imitazione (stile imitativo) quando eseguono linee melodiche simili ma dislocate nel tempo e intrecciate fra loro.
monodia = canto di una linea melodica da parte di una volce sola; quasi sempre è accompagnata da uno o più strumenti, prendendo il nome di monodia accompagnata.
- è l’evoluzione del madrigale classico, laddove alla voce acuta viene riservato il testo del canto, mentre le altre voci sono destinate agli strumenti.

Gli esperimenti di teatro musicale tra ‘500 e ‘600 focalizzano l’attenzione su tre aspetti:
• parti liriche corali = rese con il madrigale polifonico classico;
• parti liriche monodiche = rese con la monodia accompagnata;
• parti recitative = per queste si inventa una forma di melologo (detto anche recitar-cantando), ossia una cantillazione (= una nota prevalente, con brevi articolazioni in corrispondenza delle punteggiature del testo) alternata al declamato melodico nei punti chiave emotivi e affettivi del testo.