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Peri, “Euridice” - 1

PROLOGO

La Tragedia

1.  Io che d’alti sospir vaga e di pianti,
spars’or di doglia hor di minaccie il volto,
fei negl’ampi teatri al popol folto
scolorir di pietà volti e sembianti,

2.  non sangue sparso d’innocenti vene,
non ciglia spente di tiranno insano,
spettacolo infelice al guardo humano,
canto su meste e lacrimose scene.

3.  Lungi, via, lungi pur da’ regij tetti,
simulacri funesti, ombre d’affanni:
ecco i mesti coturni e i foschi panni
cangio e desto ne i cor più dolci affetti.

4.  Hor s’avverrà che le cangiate forme
non senza alto stupor la terra ammiri,
tal ch’ogni alma gentil ch’Apollo inspiri
del mio novo cammin calpesti l’orme,

5.  vostro, regina, fia cotanto alloro,
qual forse anco non colse Atene o Roma,
fregio non vil su l’onorata chioma,
fronda febea fra due corone d’oro.

6.  Tal per voi torno e con sereno aspetto
ne’ reali imenei m’adorno anch’io
e su corde più liete il canto mio
tempro, al nobile cor dolce diletto.

7.  Mentre Senna real prepara intanto
alto diadema onde il bel crin si fregi
e i manti e ’ seggi de gl’antichi regi,
del tracio Orfeo date l’orecchie al canto.

 

SCENA PRIMA

Pastore del coro (Aminta)

   Ninfe, ch’i bei crin d’oro
sciogliete liete allo scherzar de’ venti
e voi, ch’almo tesoro
dentro chiudete a’ bei rubini ardenti
e voi, ch’all’alba in ciel togliete i vanti,
tutte venite, o pastorelle amanti;
e per queste fiorite alme contrade
risuonin liete voci e lieti canti.
Oggi a somma beltade
giunge sommo valor santo imeneo.
Avventuroso Orfeo,
fortunata Euridice,
pur vi congiunse il ciel: o dì felice!

Ninfa del coro (Ninfa I)

   Raddoppia e fiamm’e lumi
al memorabil giorno,
Febo, ch’il carro d’or rivolgi intorno.

Pastore del coro (Aminta)

   E voi, celesti numi,
per l’alto ciel con certo moto erranti,
rivolgete sereni di pace e d’amor pieni
alle bell’alme i lucidi sembianti.

Ninfa del coro (Ninfa I)

   Vaghe ninfe amorose,
inghirlandate il crin d’alme viole
dite liete e festose:
“Non vede un simil par d’amanti il Sole!”

Pastore del coro

   Non vede un simil par d’amanti il Sole!

Arcetro

  Non vede un simil par d’amanti il Sole!

Replica a 5 tutto il coro.

Coro

   Non vede un simil par d’amanti il Sole!

Euridice

   Donne, ch’a’ miei diletti
rasserenate sì lo sguardo e ‘l volto,
che dentro a’ vostri petti
tutto rassembra il mio gioir raccolto,
dhe come lieta ascolto
i dolci canti e gl’amorosi detti,
d’amor, di cortesia graditi affetti!

Ninfa del coro (Ninfa II)

   Qual in sì rozzo core
albergha alma sì fera, alma sì dura,
che di sì bell’amor l’alta ventura
non colmi di diletto e di dolcezza?

Pastore del coro (Aminta)

   Credi, ninfa gentile,
pregio d’ogni bellezza,
che non è fera in bosco, augello in fronda
o muto pesce in onda,
ch’oggi non formi e spiri
dolcissimi d’amor sensi e sospiri;
non pur son liete l’alme e lieti i cori
de’ vostri dolci amori.

Euridice

   In mille guise e mille
crescon le gioie mie dentro al mio petto,
mentr’ognuna di voi par che scintille
dal bel guardo seren gioia e diletto.
Ma, dhe, compagn’amate,
là tra quell’ombre grate
movian di quel fiorito almo boschetto
e quivi, al suon de’ limpidi cristalli,
trarren liete carole e lieti balli.

Ninfa II

   Itene liete pur: noi qui fra tanto
che sopragiunga Orfeo
l’ore trapasseren con lieto canto.

Partesi Euridice e Dafne con altre Ninfe del coro.

Coro *

Rit. Al canto, al ballo, all’ombra, al prato adorno,
alle bell’ond’e liete
tutti, o pastor, correte,
dolce cantando in sì beato giorno.

Ninfa del coro (Ninfa I)

1. Selvaggia diva e boschereccie ninfe,
satiri e voi, silvani,
rete lasciate e cani;
venite al suon delle correnti linfe.

Coro

Rit.  Al canto, &c.

Pastore del coro (Aminta)

2. Bella madre d’Amor, dall’alto coro
scendi a’ nostri diletti,
e co’ bei pargoletti
fendi le nubi e ‘l ciel con l’ali d’oro.

Coro

Rit.  Al canto, &c.

Altra Ninfa del coro (Ninfa III)

3.  Corrin di puro latte e rivi e fiumi,
di mel distilli e manna 
ogni selvaggia canna;
versate ambrosia e voi, celesti numi.

Coro

Rit.  Al canto, &c.