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Beethoven, Sonata 14 “Chiaro di luna”

Ludwig van Beethoven (1770-1827)

Sonata quasi una fantasia per pianoforte n. 14 in do# min. op. 27 n. 2
Mondschein” [Chiaro di luna]  (1802)  [partitura]

“Una barca che solca il selvaggio paesaggio del Lago dei Quattro Cantoni sotto un chiaro di luna” (Ludwig Rellstab).

 

 Guida all’ascolto

1. Adagio sostenuto (do# min.) 
forma ternaria combinata a tema con variazioni

Il primo tempo, che meritò alla sonata il celebre appellativo “Chiaro di luna”, è in realtà un tempo lento di sonata, che di solito si trova in seconda o in terza posizione: manca quindi a questa sonata il consueto primo tempo. La forma del brano è ternaria [ABA'], ma tutta fondata su un accompagnamento in terzine ostinate (esposto da solo in esordio), sopra il quale si sviluppa una melodia per note ribattute (secondo lo schema  ∪ ), ripartita in due archi (frasi I e II), esposta e replicata con variazioni, poi sviluppata e infine ripetuta con ulteriori varianti. In tal modo il brano, che a un ascolto superficiale pare libero flusso di una melodia evocativa, si rivela al contrario caratterizzato dai più complessi elementi strutturali della "forma sonata" (esposizione-sviluppo-ripresa, con introduzione e coda) e del "tema con variazioni", collegati da un motivo sostanzialmente ritmico-armonico piuttosto che melodico, che nell'insieme si riconduce allo "stile sentimentale" (empfindsamer).

"Sempre pp e senza sordini"
Introduzione
Esposizione

   A  Tema Principale: frase I - frase II
       transizione modulante
   A' Tema Principale variato
Sviluppo
   B  episodio centrale
Ripresa

   A" Tema Principale: frase I - frase II variata
       transizione modulante (senza ripetizione del tema)
Coda

2. Allegretto (reb magg.)
minuetto e trio

Il secondo tempo, pur non avendone il nome, è strutturalmente a tutti gli effetti un minuetto con trio, come di solito accade per il terzo tempo di sonata, dopo un tempo lento. La scansione metrica delle frasi, decisamente dominate dal ritmo giambico () e dallo "stile galante", è di una singolare regolarità, per certi versi inattesa in Beethoven: 8 battute (4+4) nella sezione A, con ripetizione variata; 8 nella B; 8 nella C, e 16 nella D (8+8, per esatta simmetria con la seconda sezione BA' del minuetto).

Allegretto [Minuetto]
   A    prima sezione, con ripetizione variata
   BA' seconda sezione, con ritornello
Trio (reb magg.)
   C    prima sezione, con ritornello
   D    seconda sezione, con ritornello
Allegretto da capo(senza ritornello)

 

3. Presto agitato (do# min.) 
forma sonata (a tre temi)

Magnifico esempio di "forma sonata" beethoveniana perfetta e identificabilissima, che qui, anziché come di consueto in prima posizione, si trova in ultima (dove di solito all'epoca ci si aspettava un rondò). L'esordio è enfatico e aggressivo (in stile Sturm und Drang), e tanto più dopo i due movimenti precedenti così settecenteschi nella loro configurazione rispettivamente empfindsamer e galante. Il primo tema fortemente ritmico-armonico ('maschile'), consiste in arpeggi a tutta tastiera, sostenuti dal ritmo incalzante del basso, marcati con accordi ribattuti in sforzando, seguiti da un frenetico motivo in barriolage (rapida alternanza di note acute e gravi); il secondo tema più melodico ('femminile'), non perde in nervosismo, e dopo una breve prima codetta, sfocia in un terzo tema (pertinente all'epilogo) di accordi ribattuti in moto contrario nella prima sezione, e di quartine acefale di ottavi nella seconda. Lo sviluppo è composto da elaborazioni del primo e poi del secondo tema (quasi come una falsa ripresa). La ripresa è regolare, solo priva della transizione fra I e II tema. Interessante la coda che, come un ulteriore sviluppo, ripropone frammenti del I e II tema, chiudendo il brano in forma ciclica.

Esposizione
   Primo Tema - espansione
   transizione modulante
   Secondo Tema - espansione
   epilogo cadenzante: I codetta - Terzo Tema con ripetizione - II codetta
Ritornello (ripetizione identica)
Sviluppo
   libera elaborazione: I tema - II tema

   pedale di dominante
Ripresa
   Primo Tema - espansione
(senza transizione modulante)
   Secondo Tema - espansione
   epilogo cadenzante: I codetta - Terzo Tema con ripetizione - II codetta
Coda
   transizione modulante - stacco di arpeggi - II tema
   sezione cadenzante - II codetta - arpeggio finale