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Mallarmé, Quando l’ombra minacciò

Mallarmé: d’un astro in festa illuminato il genio

Ermetismo al limite dell’esoterico

 

Stéphan MALLARMÉ (1842-1899)

“Quand l’ombre menaça” [Quando l’ombra minacciò] (1883)

 

Nota metrica: sonetto.

 

Quand l’Ombre menaça de la fatale loi,
Tel vieux Rêve, désir et mal de mes vertèbres,
Affligé de périr sous les plafonds funèbres
Il a ployé son aile indubitable en moi.

Luxe, ô salle d’ébène où, pour séduire un roi
Se tordent dans leur mort des guirlandes célèbres,        
Vous n’êtes qu’un orgueil menti par les ténèbres
Aux yeux du solitaire ébloui de sa foi

Oui, je sais qu’au lointain de cette nuit, la Terre
Jette d’un grand éclat l’insolite mystère
Sous les siècles hideux qui l’obscurcissent moins.

L’espace à soi pareil qu’il s’accroisse ou se nie
Roule dans cet ennui des feux vils pour témoins
Que s’est d’un astre en fête allumé le génie.

 

 

(trad. L. Frezza)

Quando minacciò l’ombra della legge ineluttabile
un vecchio Sogno, alle vertebre desiderio e ferita,
sotto le volte funebri affranto di perire
esso in me la sua ala ripiegò ineluttabile.

Lusso! Salotto d’ebano, dove a sedurre un re
nella morte si torcono celebrate ghirlande,
non siete che superbia mentita dalle tenebre
per chi dalla sua fede, solitario, è abbagliato.

Sì, io so che al largo di questa notte la Terra
d’un gran falò proietta l’insolito mistero
di fra i secoli sordidi che l’oscurano meno.

Lo spazio eguale a sé, che si neghi o s’accresca
in questa noia rotea vili fuochi che attestino
l’accendersi del genio, luce da un astro in festa.

 

 

(trad. M. Grillandi)

Quando minacciò l’ombra della fatale legge
un vecchio sogno, desiderio e male delle mie vertebre,
dolente di perire sotto le volte funebri
ha ripiegato la sua ala indubitabile in me.

Lusso, o sala d’ebano, dove a sedurre un re
si torcono nella morte celebrate ghirlande,
voi non siete che un orgoglio mentito dalle tenebre
agli occhi del solitario abbagliato dalla sua fede.

Sì, io so che remota da questa notte, la Terra
getta di un gran fulgore l’insolito mistero,
sotto i secoli sordidi che l’oscurano meno.

Lo spazio uguale a sé, che s’accresca o si neghi
ruota in questa noia di spazi vivi che attestano
che si è di un astro in festa illuminato il genio.

 

 

 Per approfondire

Stèphane Mallarmé = da Digilander.iol.it