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madrigale (poesia)

Componimento poetico di origine non popolare, di contenuto idillico-amoroso (come la pastourelle provenzale), destinato al canto preferibilmente polifonico (4-6 vci).

È formato in origine da due o tre brevi strofe di tre endecasillabi, cui seguono una o due coppie di versi in rima baciata (Petrarca).

Nel ‘500 il madrigale diventa assai diverso: si compone di una libera successione di endecasillabi e settenari (tra 7 e 11 vv., massimo 15), con rime in posizione varia (frequente ma non obbligatorio un distico di endecasillabi in rima baciata), anche irrelate (raramente più di una). I temi sono di solito amorosi, in tono abbastanza superficiale e convenzionale, con ricorrenza di ambientazioni arcadiche, stereotipi naturalistici (acque, venti, augeletti, temporali, ecc.) e fisicità di rappresentazioni emozionali (batticuore, sospiri, pianti, grida, lamenti, svenevolezze, aggressività, ecc.): tutti elementi che si prestano alla rappresentazione musicale degli affetti.

Il madrigale rinascimentale trova spazio anche fra gli atti di rappresentazioni teatrali tragiche e comiche all’antica (intermezzi), e nei punti di articolazione strutturale (atti o scene) dei drammi pastorali e delle prime esperienze di melodramma. In forme più spiccatamente caricaturali, dà luogo a pantomime carnevalesche, dove il coro intero interpreta ciascun personaggio (commedie madrigalesche). Più avanti, in pieno ‘600, allorché la veste musicale prevalente passa dalla polifonia alla monodia accompagnata, il madrigale assume un carattere più intimistico individuale, o all’opposto dialogico fino al limite di sceneggiature quasi teatrali (stile rappresentativo), rispondendo spesso a intenti morali, religiosi o filosofici (madrigale spirituale). Nel ‘700 prevale il gusto galante ed epigrammatico. La forma non musicata viene ripresa da alcuni poeti anche in età contemporanea (Carducci e D’Annunzio).

L’etimologia del nome è discussa: secondo qualcuno potrebbe derivare da matricalis, o nel senso di ‘materno’ (da mater: il canto della mamma per il bambino), o in quello di ‘chiesastico’ (da matrix: la chiesa matrice, la cattedrale, dove si praticava il canto polifonico).

È comunque opportuno avere ben chiara la connessione e insieme la distinzione tra madrigale poetico e madrigale musicale: il madrigale poetico, anche se spesso ha una destinazione musicale, non sempre è dotato di musica; il madrigale musicale, che per lo più è composto su madrigali poetici, può però utilizzare talora forme liriche differenti dal madrigale, come ad es. il sonetto, la stanza di canzone, l’ottava o la terzarima.

 

 Per approfondire

Tasso e la forma del madrigale (dott. V. Gallo, unipd)