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cesura

Nei versi lunghi della poesia latina e italiana, oltre alla pausa principale di fine verso, la cesùra è una pausa metrica secondaria interna, che viene individuata tra la fine di una parola e l’inizio della successiva, secondo complessi criteri prosodici e metrici, e assume spesso anche valori sintattici e semantici.

Nella metrica classica greca e latina la cesura è la pausa ritmica che cade nel verso alla fine d’una parola e all’interno di un ►piede. Si usa convenzionalmente definire le cesure in base alla posizione che occupano nel verso (►esametro dattilico).

Nella metrica italiana la cesura ha tutt’altra funzione: se c’è, ha funzione di pausa secondaria rispetto alla pausa principale di fine verso. I casi più evidenti, che devono essere considerati anche nella recitazione, si hanno nei versi doppi: ►alessandrino (doppio senario); ►doppio quinario; ►martelliano (doppio settenario), ecc. Il problema si dà soprattutto nella scansione dell’►endecasillabo, che ne individua la struttura metrico-ritmica dividendolo in due sezioni: quinario + settenario (a minore) o settenario + quinario (a maiore), ma con riguardo più alla posizione del secondo accento principale più che alla separazione di una parola dall’altra.