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Cicalini e Formichelle

4A-5A

Parlando dei temi in classe, ¿perché ho l'impressione costante che i vostri testi siano scritti non per esprimere le vostre idee, bensì per confermare ciò che sta scritto nella traccia, come se il presupposto fosse che io scelgo solo tracce su cui sono assolutamente e immarcescibilmente d'accordo, e voi per prendere un buon voto non dobbiate far altro che confermare quanto sono belle e geniali e luminose e vere le cose scritte dall'autore di turno?

In realtà, con questo metodo ottenete solo di scrivere testi tautologici e pleonastici, che cioè credono di dimostrare che la traccia è vera con l'argomento della sua intrinseca verità, e che ripetono asseverativamente le stesse parole della fonte, senza mai domandarsi quale sia il loro autentico significato.

La traccia che vi ho sottoposto (stavo per dire somministrato!) era - come spesso accade - tutt'altro che verità rivelata; tanto più che oggi le più accreditate teorie della formazione dei giovani non vanno più in questa direzione ormai pesantemente datata, corrispondente all'immagine della scuola superiore che si aveva negli anni 20 del '900, quando si inventò il liceo come luogo dell'educazione puramente teorica, mentale e astratta della futura classe dirigente nazionale, in contrapposizione con le scuole tecniche, che avrebbero dovuto sfornare i buoni operai specializzati, abili a sporcarsi le mani, purché lasciassero l'incombenza di pensare ai loro capi.

Pertanto il saggio breve sarebbe stato più coerente se svolto in contestazione (come uno solo di voi timidamente ha tentato di fare) delle affermazioni di Formichella (che non è un giornalista, bensì un filosofo, come si vede bene dal tipo di scrittura e dalle argomentazioni proposte, e come sarebbe stato facilissimo scopire, se aveste solo approfittato della possibilità che vi avevo dato di far ricerche in rete...).

Quindi il lavoro per la prossima settimana sarà quello di cercare in rete materiale ideologicamente contrapposto alle idee del Formichella (cercate per es. sotto il nome di "Giuseppe Bertagna", docente di Pedagogia all'università di Bergamo, le voci "formazione" e "istruzione"), e riscrivere una recensione dell'articolo proposto come traccia del tema che ne contesti le idee, o almeno si sforzi di discuterle con senso critico ("sì, però...").