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Costellazioni e sinòpie

Due parole su quelli che io chiamo l’effetto costellazione e l’effetto sinòpia (chi sa cosa vuol dire sinòpia, alzi la mano!)

La realtà è troppo complessa perché la mente riesca a dominarla tutta. Allora la mente (che è una... mente!) ha escogitato, tra gli altri, un bel paio di trucchetti, che servono egregiamente, se non a risolvere, almeno a ridimensionare il problema.

1) se gli elementi della realtà sono troppo numerosi (come le stelle nel cielo notturno), la mente cerca di introdurre nella complessità discreta (tanti elementi separati uno dall’altro) qualche elemento di continuità (così, applicando alle stelle il gioco “unisci i punti per ricavare il disegno”, si inventano di sana pianta le costellazioni).

2) se gli elementi della realtà sono troppo scarsi (come nel disegno preparatorio di un affresco, che rimane sul muro quando si strappa il dipinto: è questa la sinòpia), la mente cerca di integrare gli elementi mancanti, basandosi su quei pochi che sono presenti (guardate, per esempio, la ricostruzione famosa del principe dei gigli di Cnosso a Creta).

In tutti e due i casi, si tratta di rielaborazioni (invenzioni) della mente, non di cose reali (che esistono davvero).