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Credevo di averlo già detto

Credevo che le correzioni minuziose delle tesine fatte l’anno scolastico scorso, anche per mezzo del forum, fossero bastate per rendere chiaro a tutti quelli che hanno un minimo di comprendonio che cosa funziona e cosa no, e quindi ciò che va adottato e ciò che invece va evitato nella fase di ricerca (inventio), di strutturazione (dispositio), di elaborazione del testo (elocutio) e di presentazione grafica (actio).

Invece prendo atto che fin dai primi esempi delle tesine delle vacanze, parecchie di queste indicazioni sono state bellamente eluse (qualcuna addirittura violata con espressa dichiarazione di principio, che comunque violava i veri principi che devono sottostare a ogni scelta “critica”).


Quindi, mio malgrado, sono costretto a ricominciare a ridire le stesse cose che ho già detto almeno mille volte...


Cominciamo con un ragionamento lapalissiano.
• se uno mi dice che «ho utilizzato wikipedia, anche se so che non è totalmente affidabile, questa pagina l’ho trovata affidabile, perché quello che ho trovato erano informazioni che già avevo letto, da altre parti, e quindi già sapevo che erano giuste», a parte le virgole fuori posto e il nome proprio del sito, che andrebbe quanto meno con l’iniziale maiuscola, se non anche in corsivo o tra virgolette, c’è un particolare che non sfuggirà alla giusta acribìa dei signori lettori: se io le informazioni anonime le trovo giuste, in quanto coincidono con quelle di altre fonti autorevoli e firmate, perché mai dovrei usare la fonte anonima al posto di quelle autorevoli e firmate? (domanda veramente amletica...) Sarebbe come, se tu mi dài un’informazione corretta – per dire – di scienze o di filosofia, io riferendola citassi te come fonte anziché il libro dove tu l’hai trovata!

Altra perlina (di plastica):
• «ho dovuto cercare supporti, nel mio caso quasi esclusivamente cartacei, che potessero darmi un aiuto nell’analizzare i testi»: questa frase, non v’è chi non veda che scambia il supporto per il suo contenuto (ipallage): a chi non viene spontaneo immaginare il nostro eroe arrampicato sopra una pila di scartoffie per raggiungere l’altezza adeguata a comprendere i testi che aveva scelto!


Sapete che non ne posso davvero più dei vostri pazzeschi e insopportabili sinonimi per alludere alle vostre scelte testuali?

Si dice BRANI o PASSI: non accetterò mai più nessun altro sinonimo: CHIARO!?

Anche questo l'avevo già detto:
» http://quomodo.forumfree.it/?t=47459160&p=397273442

Allora lo ripeto:
• non cesso (!) di ammirare l’estro con cui avete l’ardire di definire i brani da voi scelti come oggetto di analisi nella tesina: «pezzi, spezzi, spezzoni, spezzatini, brandelli, tratti, estratti, sottratti, astratti, estrapolli, ritagliamenti, ...». Chissà perché, ma a me, più ci penso, più mi viene in mente sempre e solo “brani” o “passi” (sarà che manco patologicamente di fantasia).

E sia l'ultima volta!


• Volete un bell'esempio (anzi un brutt'esempio) di argomento tautologico? eccolo:
«L'acqua ha quindi interessato l'uomo, poiché costituisce un tema veramente interessante, che oggi più di prima continua a interessare».
Proibito ridere, perché scrivete tutti così!

• altro esempio di ragionamento "del giardino":
«[l'acqua] rappresenta una grande risorsa per l'uomo, e come tale non ha vita infinita, e non è sempre possibile trovarla dappertutto, ecco perché è un problema grave che l'umanità tutta deve risolvere».
Il fatto che una risorsa sia vitale non prova che sia esauribile: l'energia solare, ad es., non lo è. D'altra parte, dal fatto che non sia infinita non consegue che non si trovi dappertutto: se mai potrebbe essere più credibile il contrario.