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Sacri testi e stupidate

Ribadisco un concetto che non riuscirò mai a capire:

• trovo le vostre tesine (specie alcune) piuttosto costellate di interpretazioni che mi paiono – abbiate pazienza – delle stupidaggini, o quanto meno delle superficialità (avrò occasione di dimostrarvelo, rispiegandovi io stesso le poesie più rilevanti tra quelle che avete scelto per la vostra ricerca)
• ora, quel che mi chiedo (e cui non riesco a dare una risposta soddisfacente: aiutatemi voi) è per quale motivo al mondo fate passare per vostre (omettendo di indicare le fonti) tante e tali stupidaggini, quando basterebbe segnalare ogni volta chi è che la dice, per attribuire opportunamente la stupidaggine a chi l’ha detta e non a chi la riporta (tanto più che nessuno si aspetta da voi, né vi richiede di dire per forza delle cose originali e intelligenti, su un argomento che esaminate per la prima volta!)

Non so se mi spiego: è una garanzia soprattutto per voi citare sempre scrupolosamente le fonti, soprattutto se non siete sicuri (e in questi casi nessuno pretende che lo siate) se quel che state scrivendo è una cosa intelligente o una fresconata.

E poi, se anche voleste provare in qualche momento a dire un pensiero vostro, ne avreste almeno due vantaggi:
1) il vostro pensiero si distingue chiaramente da quello delle vostre fonti solo se le avete sempre accuratamente citate
2) una stupidata detta da voi, ma con acume, la valuterei con qualche riguardo e simpatia per il vostro sforzo intellettuale, mentre se la ripetete dalle fonti senza segnalarle, la considero e valuto senz’altro come una stupidata riciclata da chi beve giù qualunque cosa, senza chiedersi se fa bene o fa male.

Ovvio che tutte queste considerazioni partono dal fatto che
a) i “sacri testi” sono più pieni di stupidate che di cose intelligenti
b) la deontologia della ricerca esige per tutti (dai professoroni agli alunnucci) di riconoscere i credits contratti con le proprie fonti.

E che sia detto una volta per sempre!!!