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Girobloggando

Navigare nella rete può sempre rivelarsi utile e istruttivo, se lo si fa con un certo atteggiamento critico, piuttosto che con superficialità e desiderio di pura evasione.

A parte gli incontri con personaggi stonati o rintronati, quando non con situazioni psicologiche davvero penose (di cui magari accenneremo in un’altra sede), mi sembra di notare una diffusa tendenza non tanto a violare espressamente le regole formali della lingua (il che sarebbe comunque un atto consapevole, e quindi per certi versi positivo), ma a ignorarle completamente, come se comunicare con gli altri non comportasse un problema di condivisione del codice. A me sembra che la disposizione di fondo in questi casi è di considerare l’altra persona (o le altre) come un’appendice del proprio cervello, che capisce le cose che pensiamo come le capiamo noi, perché in fondo non è fuori ma dentro la nostra testa.

Ciò che voglio proporvi qui è però un esercizio molto semplice: girovagando tra i forum, i blog, le pagine personali, e tutto quell’oceano di testi inutili che voi conoscete certo meglio di me, provate a soffermarvi qualche volta (una o due al giorno) sulla forma (morfologia, ortografia, sintassi, lessico, ...) dei testi, e provate a fare il lavoro di correzione che farebbe un insegnante di italiano.

Lo scopo è, evidentemente, quello di imparare a vedere gli errori, e in particolare i nostri, anche se di solito succede (ed è qui l’utilità dell’esercizio) che ciascuno vede molto meglio gli errori degli altri che i propri.

Provate, poi magari ne riparliamo.

Come procedura potreste fare in questo modo: in un file .doc fate copia/incolla delle frasi sbagliate (per qualunque ragione: morfologia, sintassi, ortografia, lessico, ...) che trovate in rete, le numerate progressivamente, e ci aggiungete sotto (magari in colore diverso) la stessa frase corretta da voi.